Stato di malessere legato a cambiamenti del tempo.
Colpisce un italiano su tre, prevalentemente donne ultraquarantenni. Sono persone con difficoltà di adattamento e ipercoinvolgimento emotivo in cui perturbazioni atmosferiche a carattere di fronte freddo sollecitano, nell'area limbico-ipotalamica, la produzione di ACTH con ansia e la riduzione di endorfine con dolori muscolo-scheletrici e cefalea.
Le forme PRINCIPALI sono dovute alle brusche variazioni caldo-freddo.
Le forme SECONDARIE consistono in un aggravamento o riacutizzazione di patologie croniche come algie infiammatorie o degenerative, sindrome ansioso-depressiva, coronaro- o cerebropatia.
Caratteristica è la forma STAGIONALE che si manifesta con l'arrivo della Primavera. Da un lato la frequente formazione di zone di bassa pressione e dall'altro la minor intensità della luce agiscono sull'ipotalamo-epifisi e quindi sulla produzione di melatonina e serotonina. Ne consegue sonnolenza, astenia, emicrania, colite spastica, irritabilità, palpitazioni, abbassamento delle difese immunitarie con facilità ai disturbi respiratori.
In prima battuta giova il rilassamento psico-fisico e la vita all'aria aperta. |